Etimasia
“Etimasia”, dal greco “preparazione”.
Il motivo iconografico cristiano di origine orientale rappresenta un trono vuoto con simboli cristiani. E’ vuoto, in attesa del Salvatore. La poltrona nel cielo, pronta da secoli per l’arrivo del cambiamento, ha smarrito il ricordo della sua funzione vagando senza meta, precipitando oppure sospesa in assenza di tempo. Elementi nuovi si appoggiano su di essa. Elementi legati a nuovi salvatori come la tuta giallo fluorescente dei portuali di Trieste oppure visioni simboliche come la scimmia pronta al balzo tra un mondo all’altro, volendo essere raffigurazione di un’anima che se coltivata e nutrita potrebbe essere “partorita” per uscire dal corpo e continuare in altre forme. La storia dell’arte con i suoi temi soprattutto quelli legati al sacro è fonte continua di confronto. Anche l’intenzione di poter creare un soggetto che abbia un potere taumaturgico lo è. Questo interesse è legato alla cultura bizantina e in particolare modo all’icona che per diversi anni ho studiato, assieme alle letture di Pavel Florenskij, Ananda Coomaraswamy, Titus Burckhardt e altri autori della tradizione spiritualistica legata all’arte sacra orientale e occidentale.